SOCIAL VIRAL SPOT AWARD
Il progetto Social Viral Spot Award è la Campagna di sensibilizzazione a un uso critico, controllato e responsabile del web, finalizzata a scoraggiare l’accesso a siti potenzialmente pericolosi dove reperire sostanze psicoattive, finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Politiche Antidroga e condotta dal Consorzio di Cooperative sociali il Nodo assieme all’Istituto di Istruzione Superiore Enrico Fermi e Filippo Eredia di Catania. Avviata a marzo 2018, ha visto come prodotto finito la realizzazione di 10 spot con il coinvolgimento di alunni, docenti, genitori. Come nasce l’idea Da anni il Consorzio Il Nodo lavora nel settore dei servizi alla persona, prevalentemente nel settore educativo, accompagnando minori e giovani adulti durante il percorso di crescita. Spazia dalla gestione di comunità alloggio dove vivono minori italiani sottoposti a provvedimenti del tribunale, comunità alloggio per Minori stranieri non accompagnati, Gruppi appartamento per neomaggiorenni, Centri di aggregazione giovanili, Progetti di educativa domiciliare e territoriale, Educativa di strada nei quartieri a rischio, Progetti di contrasto alle baby gang, Attività psicopedagogiche all’interno degli Istituti penali per Minorenni, Progetti di prevenzione della dispersione scolastica, dell’abuso di sostanze, di contrasto all’illegalità e a comportamenti antisociali. Da anni psicologi, pedagogisti, assistenti sociali e tutte le figure professionali che orbitano attorno al mondo del Consorzio continuano a chiedersi: “Perché ci si affeziona ad un valore, ad uno stile di vita, ad un ideale? Perchè se ne scartano degli altri? Perché ne nascono di nuovi? Quali sono, in una domanda, i meccanismi di trasmissione transgenerazionale dei valori?” Una domanda complessa che trova risposta in un concetto semplicissimo, persino banale: la loro appetibilità. Un messaggio pedagogico per essere efficace, per raggiungere l’utenza, deve risultare attraente alla popolazione target a cui è rivolto. Se l’intervento educativo non tiene conto di questo piccolo ma fondamentale ingrediente, qualsiasi prodotto risulterà inefficace. Questo spesso l’errore più grande delle campagne di educazione, prevenzione e comunicazione sociale rivolte ai giovani negli ultimi decenni. Messaggi confezionati da adulti, professionisti, con vertici di osservazione e codici comunicativi distanti anni luce dai nuovi “alfabeti giovanili”. Prodotti quindi tecnicamente e pedagogicamente validi ma per nulla adeguati a destare la curiosità dei giovani per i quali sono stati confezionati. Il metodo Se un approccio esplicativo e dottrinale è perdente già nel setting di lavoro “vis a vis” tra educatore e adolescente, ancora di più lo è nel mondo dei social. Un messaggio viene scartato nei primi secondi di fruizione se non corrisponde ai canoni comunicativi del mezzo. E ciò è sempre più vero quanto più un giovane è vulnerabile al disagio e alla devianza. In altre parole il messaggio tradizionale di prevenzione, la classica pubblicità progresso, viene per lo più recepita e apprezzata proprio da chi in realtà ha pochi o nessun indicatore di rischio. Occorre quindi trovare canali di sensibilizzazione che possano risultare degni di attenzione a chi li ascolta. Secondo tale impostazione teorica, la Teoria della tecnica impone d’avere all’interno del team di ricerca anche coloro i quali possano fungere da tester sulla viralità del prodotto: gli stessi fruitori della campagna. Gli adolescenti. Utilizzare le competenze e la passione degli adolescenti, nativi digitali, rendere genitori e docenti consapevoli delle indecifrabili sfaccettature del web, raccogliere ed elaborare strumenti e contenuti degli uni e degli altri, sono stati sicuramente la ricetta per la costruzione di uno strumento di comunicazione virale e allo stesso tempo educativo. Veloci come un Signorino Tra le questioni più complesse che si è dovuti affrontare, prima di iniziare il percorso di sviluppo delle varie fasi del progetto, c’è stata di certo l’effimera e imprevista natura del web. Se l’evoluzione dell’uomo ha visto una crescita esponenziale della velocità con cui il progresso ha coinvolto tutti gli ambiti della vita e dell’esperienza, il web rappresenta probabilmente il massimo picco attuale di tale processo. Nel web tutto vive in maniera intensa, esplosiva e dinamica per tempi sempre più brevi. Se la portata di viralità, il tempo di permanenza sulla cresta dell’onda della rete di un video, fino a 6 o 8 anni fa, era di qualche mese, oggi si parla addirittura di poche ore, se va bene di qualche giorno. Ci si muove per far si che le proprie produzioni possano emergere anche solo per un attimo nella valanga di informazioni e contenuti, se si è capaci quell’attimo può diventare virale e, quindi, allungarsi fino a diventare qualche attimo (d’attenzione) in più su scale, più o meno grandi, a livello locale, nazionale o internazionale. Per spiegare meglio la complessità e la velocità dei fenomeni virali, vale la pena tratteggiare la parabola del rapper/trapper/cantautore italiano Young Signorino. La sua è una carriera completamente legata alla pubblicazione, attorno alla metà del 2018, di un paio di videoclip con relativi brani musicali sul suo personale canale YouTube. Faccia tatuata, testi per lo più incomprensibili, parole biascicate, vestiario alle volte vistosamente e volutamente sdrucito e oversize, altre volte impeccabilmente attillato e tirato a lucido. Non importa cosa canti Young Signorino, nel giro di pochi mesi il suo canale raggiunge milioni di spettatori che parlano di lui: alcuni lo adorano, altri lo insultano. Quando, negli ultimi mesi del 2018, durante i workshop di SVSA ci siamo confrontati con i giovani rispetto ai parametri di viralità dei video a loro rivolti, Young Signorino è stato di certo un caso di studio importante, fondamentale. Tutto di lui è virale: i ritmi della sua musica, il modo di muoversi, l’iconografia dei tatuaggi, i colori, l’ambientazione e le atmosfere dei videoclip. Di certo, in quel periodo, lui è un fenomeno giovanile del web, un out-sider senza precedenti, colui che rimette in discussione tutto ciò che di musicale-e-non c’è sulla scena. Arriviamo a gennaio 2020, sono gli ultimi mesi di SVSA, esattamente a metà del mese viene pubblicato sul web un videoclip in cui Young Signorino duetta assieme al cantautore Vinicio Capossela. Proprio lui, lo stesso personaggio semisconosciuto a chi fosse stato maggiorenne poco più di un anno prima, è scelto da uno dei più quotati cantautori della scena nazionale come co-protagonista di un brano musicale decisamente più comprensibile e di
IT DEPENDS ON US

Curare la pandemia dipende dallo sforzo eroico di personale sanitario e ricercatori ma, nell’arginare, circoscrivere e bloccare la propagazione del virus, i veri protagonisti siamo noi, uomini e donne del globo terrestre, con il nostro comportamento. Per questo, come SIPROIMI Catania e Acireale, abbiamo sentito il dovere di stare vicino a tutte quelle persone che vivono in terra straniera, che hanno bisogno di sentirsi a casa e comprendere la gravità del momento e la necessità di fare la propria parte, in un luogo e in un momento delle loro vita in cui il senso delle cose è giocoforza sfocato. 8 video, in altrettante lingue, che non vogliono avere la pretesa di fornire dettami tecnici e sull’igiene bensì parlare alle persone, con il cuore e con il mezzo di comunicazione più intimo per ciascun essere umano: la propria lingua e il proprio dialetto. Bambarà, Mandingo, Pulaar, Francese, Bengalese, Arabo, Pashto, Urdu. I nostri mediatori culturali, anch’essi eroi di umanità assieme a tutti i nostri operatori dei servizi residenziali per minori italiani, stranieri minori non accompagnati e adulti, parlano col cuore, al cuore dei propri connazionali, guardano la telecamera quasi a guardare negli occhi i loro potenziali figli o fratelli. Un messaggio tanto semplice quanto fondamentale: It depends on us, dipende da noi, il sacrificio della nostra libertà personale, oggi, è la prima medicina da assumere e condividere con gli altri. Link canale Youtube
PON METRO
– MEDIANTE EQUIPE SOCIALE MULTIDISCIPLIANARE, Il progetto del PON METRO CT 3.1.1.a HABITO – Agenzia sociale per la casa – nasce dalla rilevazione del crescente disagio abitativo nella Città Metropolitana di Catania, dovuto a cambiamenti e problematiche sociali, demografiche ed economiche che hanno messo a dura prova la tenuta del welfare comunale e metropolitano. Il progetto è volto all’implementazione, in seno all’Agenzia Sociale per la Casa, del servizio di accompagnamento integrato all’abitare sostenbile mediante equipe sociale multidisciplinare. Nel suo complesso, “Habito” tende allo sviluppo, nel contesto metropolitano catanese, di un sistema alloggio-servizio diretto a promuovere l’empowerment comunitario, mediante una Agenzia che funga da hub di servizi per l’abitare sociale e per l’inclusione socio-economica delle famiglie più vulnerabili. Tale piattaforma integrata di servizi, nell’ambito dei quali rientra l’accompagnamento integrato mediante équipe sociale multidisciplinare, si basa sul paradigma metodologico dell’ “housing first”. Il servizio è rivolto a persone e famiglie appartenenti a fasce deboli, a chi vive nella precarietà abitativa e/o è a rischio di sfratto, a chi è in condizione di indigenza, a chi è a rischio di marginalità per l’età avanzata, o perché disabili o studenti fuori sede. – MEDIANTE EQUIPE TECNICA MULTIDISCIPLINARE Il progetto prevede l’attivazione dell’Agenzia Sociale per la casa che, attraverso il coinvolgimento di un’equipe tecnica multidisciplinare, avrà il compito di attivare servizi tecnici per l’accompagnamento all’abitare, volti ad ampliare il parco alloggi in affitto e a calmierare i relativi canoni. L’Agenzia sociale per la casa nasce per facilitare l’accesso a soluzioni abitative sostenibili, si pone come soggetto di informazione, orientamento ed assistenza alla cittadinanza ed è altresì laboratorio di coworking
@ANTIBULLISMO

Il Progetto @ANTIBULLISMO è stato realizzato grazie al fondo nazionale della legge 285/97. Finanziato dal Comune di Catania Ideato dalla cooperativa Futura 89, cooperativa socia del Consorzio IL NODO. Il progetto ha voluto promuovere un utilizzo consapevole e critico del web, allo scopo di ridurre e prevenire la diffusione del fenomeno del cyberbullismo, nonché degli episodi di violenza nel contesto scolastico ed extrascolastico, attraverso la metodologia della Peer Education.
C’ENTRO ANCH’IO A SCUOLA

Il progetto “C’ENTRO anch’io a Scuola”, finanziato dall’Impresa Sociale Con I Bambini, nasce dal rilevamento del disagio che i minori si trovano a vivere in diversi territori della provincia di Catania (afferenti alle aree ionica, simeto e calatina), dove si riscontrano difficoltà socio–economiche, carenza di spazi di aggregazione e di servizi e opportunità rivolte ai giovani. Il progetto mira a ridurre la povertà educativa che colpisce i ragazzi di questi territori, attraverso la creazione di presidi ad alta densità educativa in cui sperimentare un’effettiva pratica di educazione integrata. In un’ottica preventiva di contrasto della dispersione scolastica, il progetto promuove la motivazione allo studio e la possibilità di colmare i gap formativi (con mirate azioni di sostegno scolastico), attraverso metodologie innovative che affiancano attività di educazione formale ad attività non formali, che vengono svolte sia in orario scolastico che extrascolastico, non solo all’interno delle scuole, ma anche in altri contesti formativi. Elemento caratterizzante è la promozione del protagonismo dei ragazzi a partire dalla loro partecipazione attiva e responsabile a tutte le fasi degli interventi proposti. Il percorso segue un approccio integrato, che coinvolge tutti gli attori interessati al fenomeno (studenti, docenti, famiglie). Grazie al coinvolgimento di numerosi e variegati partner locali, il progetto garantisce l’attivazione delle strategie più adeguate per rispondere in maniera efficace alle peculiarità dei vari contesti. Sulla base delle peculiarità di ogni istituto, del territorio e delle caratteristiche dell’utenza, vengono realizzate specifiche azioni educative e didattiche, integrate tra loro, con particolare attenzione alla fase di passaggio dalla scuola media a quella superiore, all’interno e all’esterno della scuola, in un’ottica reticolare di prevenzione e/o contrasto del disagio e di promozione di percorsi di empowerment e resilienza nei soggetti più fragili.